Il mio primo viaggio nei Balcani

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Lo leggi in 7 minuti

Da qualche tempo desideravo esplorare la mitica e complessa penisola balcanica. Nel 2019 finalmente riuscì ad organizzare un viaggio nei Balcani in solitaria attraverso Romania, Bulgaria, Repubblica di Macedonia del Nord, Serbia e Slovenia.

Queste sole 3 settimane di scoperte, incontri e luoghi magnifici passarono in un lampo e, nonostante ci voglia ben più tempo, mi permisero di conoscere i Balcani un po’ più da vicino. Mi sono innamorata delle persone, dei paesaggi, dell’architettura e del cibo. Non vedo davvero l’ora di ritornarvi!

In questo articolo troverai consigli e informazioni su come ho organizzato il mio viaggio nei Balcani (agosto 2019), da una città all’altra, utilizzando autobus, treno e passaggi in auto.

Ho raccolto informazioni da forum in diverse lingue e da altre fonti che cercherò di recuperare, anche se sono passati ormai 3 anni, aggiornandole all’ultima data disponibile. Se questo tour ti piacerà, puoi trovare alla fine dell’articolo un fantastico file excel con i dettagli su come ho organizzato il viaggio, che puoi copiare o scaricare.

Le tappe del viaggio

Le capitali sono le protagoniste di questo viaggio: da Timisoara andai a Bucarest, poi a Sofia e a Skopje. Dopo una pausa relax al Lago di Ocrida, arrivai a Belgrado ed infine a Lubiana.

Scelsi Timisoara come prima tappa per un volo a prezzo stracciato e per poi riuscire a tornare a Padova con i mezzi pubblici, cosa più fattibile da Lubiana.

In questa mappa ho raccolto tutti i luoghi di cui parlo in questo articolo e negli articoli dedicati a questo viaggio, includendo anche le fermate degli autobus e le stazioni.

Romania

Per capire come organizzare il viaggio in Romania ho prima di tutto cercato informazioni sugli spostamenti. Avevo scelto di dormire da Josif, in CouchSurfing, a Dumbravita – a circa 20 minuti di autobus dal centro di Timisoara. Un po’ scomodo per trascorrere solo qualche giorno in città, ma il quartiere è molto carino e l’accoglienza dell’Host, come spesso accade, superò le aspettative! Inoltre, mi diede molte informazioni pratiche e logistiche sulla città.

La città è piccolina, perfettamente visitabile a piedi in un paio di giorni. Oltre alle piazze più famose, mi sento di consigliare il Villaggio del Museo del Banato, un museo a cielo aperto con la ricostruzione di un villaggio tradizionale del Banato. Ci si arriva con i tram 1-2-5 e il biglietto per accedere al Villaggio-Museo costa 5 lei.

Muoversi in città è molto semplice, sia con i tram che gli autobus. Questo è il riferimento per acquistare i biglietti. Per visitare i dintorni invece è possibile viaggiare nei treni regionali oppure con i mini-bus da 6-9 posti.

Treno regionale Romania

Presi il treno solo una volta, prima del divieto categorico da parte di Josif, sostenendo che sono inaffidabili e che avrei rischiato di rimanere ferma chissà dove – Lui avrebbe rischiato di dovermi venire a prendere chissà dove. Invece, nessun problema! Qui il riferimento per le tratte nazionali e internazionali, utile per un romantico Balkan Tour in treno.

Gli autobus invece funzionano un po’ diversamente. Su questo sito puoi trovare diversi collegamenti dalle città principali, Timisoara e Bucarest, verso città nei dintorni, come Arad, Cluj, Sibiu, Brasov, tra le più famose. Cercando una tratta specifica, trovi la compagnia, il tipo di autobus, la mappa ed altre info sul viaggio, oltre al costo del biglietto, che puoi comprare online.

Attenzione alla fermata, spesso si trovano presso distributori di benzina, vicino alle stazioni. Anche se ho capito che la fretta qui non è di casa, ho sempre pensato fosse meglio arrivare in tempo per trovare la fermata. In ogni caso, la pazienza è la skill numero 1 per intraprendere un viaggio balcanico!

Infine, BlaBlaCar funziona benissimo ed è perfettamente sostituibile all’autobus. Spesso le persone si offrono di venire a prenderti e ti lasciano dove ti serve. Infatti, ho scelto il passaggio in auto per spostarmi da Timisoara a Bucarest; me lo sono goduto tutto!

Bulgaria

Sosta da Bucarest a Sofia

Da Bucarest a Sofia viaggiai in autobus con bagno, acquistato su Flixbus. Lusso vero per 7 ore incollata al finestrino, cercando di registrare tutto ciò che riuscivo a scorgere: i paesaggi, le forme delle case, le persone che vendevano verdure e formaggi lungo la strada.

È possibile viaggiare lungo questa tratta anche in treno, ma ci mette 9 ore. Ogni giorno, alle 11:00, il treno parte da Bucuresti Nord e arriva Sofia, con solo un cambio. Anche questo biglietto è acquistabile online sul sito delle ferrovie rumene qui.

Anche Sofia è di piccole dimensioni e visitabile a piedi. Purtroppo rimasi troppo poco per visitare i dintorni. Tuttavia, avevo raccolto qualche informazione. Viaggiare in treno sembra fattibilissimo e sul sito ufficiale si possono trovare alcune idee di viaggio da Sofia a Plovdiv, a Varna e a Razgrad, tra le più conosciute.

Per quanto riguarda l’alloggio, sia a Bucarest che a Sofia scelsi l’ostello e in entrambe le città ho preso parte al Free Walking Tour. A Sofia, in particolare, il tour è stato davvero interessante e diverso dalla solita visita guidata. Qui il link. A livello di costi, gli ostelli sono molto economici e dignitosi.

Repubblica di Macedonia del Nord

Da Sofia a Skopje presi un altro autobus. Ricordo ancora la sensazione di sollievo quando la banconista mi disse che sarebbero state solo 5 ore!

Stazione dei bus di Sofia

Questa qui in alto è la stazione dei treni di SofiaSerdika“, quella per i viaggi internazionali. Considerando che non sempre è possibile acquistare i biglietti online, spesso è utile informarsi sulla destinazione successiva appena si arriva alla stazione.

Ho ricontrollato e la situazione è rimasta invariata. Poco male, basta sbrigare il tutto appena si arriva o il giorno prima di ripartire. Gli autobus partono più o meno tutti i giorni, come puoi vedere qui e qui.

*Nonostante i treni non rispettino molto gli orari, gli autobus che coprono tratte internazionali sono puntualissimi.

Consiglierei anche il Free Walking Tour a Skopje. La guida ci ha accompagnato in giro per la città per più di 3 ore, consigliandoci cosa aggiungere in autonomia e dove mangiare.

Come al solito, a metà del tour cerco di trovare qualche giorno per rilassarmi, leggere e stare nella natura. Con Sara, un’australiana conosciuta a Sofia, decidemmo di raggiungere il Lago di Ocrida. Ohrid si raggiunge in 3 ore di autobus e le partenze sono giornaliere, almeno così mi ero annotata. Purtroppo il sito che avevo trovato sembra non funzionare.

Stare un paio di giorni al lago è stata un ottima idea: acqua trasparente, un po’ di trekking, cucina deliziosa e prezzi davvero economici. Pagai la stanza presso un affittacamere 10 euro a notte, una cena con 2 piatti e 2 bicchieri di vino 4 euro e una giornata fronte lago sul lettino, sotto l’ombrellone, 1,90 euro. Da pazzi!

Dal Lago di Ocrida proseguì direttamente a Belgrado, scegliendo questa volta l’autobus notturno. A Skopje avevo già acquistato tutti i biglietti, sia per arrivare a Ocrida che per arrivare poi a Belgrado (avevo preso questo autobus per circa 30 euro). Nonostante il biglietto non lo menzionasse, è previsto un cambio a Skopje, prima di proseguire fino alla capitale serba.

Serbia

Il confine più complesso fu quello dalla Macedonia del Nord alla Serbia; gli autisti non si fermarono mai per arrivare il prima possibile. Nemmeno le code alla frontiera li fermarono: l’autista, letteralmente, scavalcò lo spartitraffico per raggiungere il casello meno affollato. Che bello, ero quasi in Serbia.

Come per il confine bulgaro-macedone e successivamente serbo-croato, prelevarono i documenti per poi restituirli dopo un controllo di 20 minuti. Finalmente, ci fermammo per una pausa bagno in una piazzola attrezzata con toilette. All’entrata, solo del bagno delle donne, dei tizi chiedevano dinari serbi per poter prendere, dalle loro mani, dei pezzi di carta. Non so che sperassero di ottenere dato che eravamo appena entrati nel Paese!

Autobus da Ocrida a Belgrado

Divertente notare come, specialmente in Serbia, gli autobus che coprono lunghe tratte vengono utilizzati anche da gente locale che chiede di farsi lasciare in luoghi che palesemente non sono fermate. Credo sia un’alternativa all’autostop, molto diffuso nei Balcani in generale.

L’entrata in Serbia era l’unica che un po’ mi preoccupava, nonostante non dovessi passare per il Kosovo. Diversi ragazzi incontrati in ostello tra Bucarest, Sofia e Skopje mi dissero che viaggiare nei treni notturni non è stato così semplice. A causa di traffici illeciti, sembra ci siano più controlli più o meno aggressivi ed invasivi. In autobus – anche notturno – invece, la situazione è molto diversa, infatti è frequentato da tutti, da famiglie, ragazzi, adulti e anziani. La percezione che ho avuto è molto positiva e rassicurante.

Belgrado è davvero semplice e veloce da girare, sia a piedi che con i mezzi. Inoltre l’ho trovata molto sicura, anche di notte. Il quartiere Nuova Belgrado, che si distingue per l’architettura brutalista, può sembrare, agli occhi occidentali, un quartiere popolare; è sempre bene ricordare invece che spesso i Blocks che si trovano in molte città del centro/est-Europa sono normali condomini. Se ti interessa saperne di più sul quartiere brutalista di Belgrado, vai subito qui.

Casa Serba a Belgrado

Per questi 3 giorni belgradesi scelsi “la casa serba“, un appartamento rimasto davvero all’epoca di Tito, abitato da un adorabile signore sulla settantina che parlava perfettamente inglese e da suo figlio. Alla Tv trasmettevano sempre film con Totò o di Kubrik.

Non essendo la Serbia e la Macedonia parte dell’Unione Europea, la struttura è tenuta a registrare la tua presenza. Se invece si dorme da amici, bisognerebbe recarsi alla questura per dichiarare la propria presenza nel Paese.

La tratta Belgrado-Slovenia iniziò con un po’ di panico. Dopo una notte al Club, mi svegliai alle 6.00 per andare a prendere il Flixbus che mi avrebbe portato in Slovenia. L’Hangover durò ben poco, almeno finché non scoprì che:

  • aver acquistato il biglietto dell’autobus non basta, è necessario pagare un biglietto di 190 dinari (solo cash) per accedere ai binari.
  • a quanto pare “Flixbus opera illegalmente in Serbia” e, per questo motivo, non sono tenuti a dare informazioni sulla tratta della Compagnia.

Né l’app né il tabellone delle partenze indicava il binario corretto ed ero bloccata nell’area binari (avrei dovuto ripagare il biglietto per accedervi nuovamente, una volta uscita) a 10 minuti dalla partenza. Fortunatamente un caro signore mi disse di guardare dove parte l’autobus per la città al confine, Macvanska Mitrovica. Quindi, finalmente riuscì a partire per Lubiana.

Slovenia

Anche ai confini serbo-croato e croato-sloveno i controlli stati abbastanza rapidi, anche se solo in Croazia ci hanno fatto scendere per esibire il documento personalmente. Ormai ero abituata all’agente che lascia tutto in mano al conducente, che, a sua volta, caccia tutto in mano a chi siede in prima fila. Negli altri Paesi hanno fatto così.

Documenti, valuta e internet

Per quanto riguarda i documenti, si può entrare in tutti i Paesi con la carta d’identità italiana – meglio la nuova. Il rischio di viaggiare con il documento cartaceo è allungare i tempi alla frontiera, oltre a ricevere domande antipatiche da parte degli agenti.

Le valute sono diverse in tutti i Paesi del tour: Leu (Romania), Lev (Bulgaria), Dinaro Macedone e Dinaro Serbo. Per gestire al meglio i prelievi ho ritirato quanto avevo calcolato mi potesse servire nei giorni in cui mi fermavo in città. In città è comunque possibile pagare con la carta, ma a me piacciono mercatini, chioschi e supermercati locali, quindi quasi solo cash!

Se ti sposti in bus è sempre utile avere qualche moneta per pagare l’uso del bagno o comprare cibo e acqua durante le pause.

Internet in Romania, Bulgaria e Slovenia non è un problema, grazie al Roaming utilizzi la tua tariffa nazionale. In Serbia e in Macedonia del Nord invece no, ma si trovano tantissimi luoghi con Wifi gratuito e per orientarsi ho utilizzato GMaps in offline, è stato sufficiente!

Infine, ho viaggiato con il mio zaino da 26lt + marsupio + zaino piccolo. Sono riuscita a viaggiare con circa 7 chili, portandomi a casa anche qualche ricordo. Qui spiego come preparo lo zaino da viaggio.

Come promesso, ecco file excel con tutta la programmazione, le informazioni sulle tratte e alcuni costi. Se ti può essere utile puoi scaricarlo.

2 commenti su “Il mio primo viaggio nei Balcani”

  1. Super bello il tuo blog, argomenti a me sconosciuti ma che mi affascinano molto. Ti consiglio le periferie di Rotterdam e di Berlino 🙂

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