Lublino e il quartiere LSM di Oskar Hansen

Quartiere residenziale modernista
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Lublino mi ha sorpreso! La città riflette ciò che è stata nei secoli, uno dei ricchissimi luoghi di incontro tra est e ovest. È stata una città mercantile, accogliendo persone dall’Europa alla Russia, un importante centro della cultura ebraica, la città in cui venne fondata l’Unione di Lublino, trasformando in un unico stato il Regno di Polonia e il Granducato di Lituania.

La città e i dintorni sono ricchissimi, sia dal punto di vista culturale che naturalistico, e l’ufficio del turismo si impegna al massimo per raccontarti tutto ciò che puoi vedere a Lublino. Lo si percepisce subito guardando il sito ufficiale, trovi un sacco di guide da scaricare in pdf proprio qui; trovi altri contenuti all’articolo sul viaggio in Polonia (lo trovi qui). Le cose da vedere a Lublino sono davvero molte e un paio di giorni non sono sufficienti.

Oltre al centro storico, sono andata a Lublino per visitare un quartiere particolare su cui però non avevo trovato molte informazioni. Solo lo staff dell’ufficio turistico e del MoM sono riusciti ad aiutarmi!

Non si parla di brutalismo ma di modernismo. Si parla anche di periferia.

Ecco ciò che ho raccolto sul quartiere LSM di Lublino e su Oskar Hansen.

Quartiere LSM

Il distretto abitativo di Lublino LSM (Lubelska Spółdzielnia Mieszkaniowa) è uno dei più grandi progetti abitativi della Polonia dell’est. Si trova a sud ovest rispetto al centro città ed è raggiungibile facilmente con l’autobus urbano.

In quella che era un’area agricola, tra valli e rilievi, nel 1957 venne costruito il complesso abitativo della Cooperativa di Lublino: 7 complessi residenziali progettati da 5 architetti, tra cui figura Oskar Hansen, uno degli architetti polacchi più famosi della seconda metà del ‘900. I nomi dei complessi sono: Mickiewicz, Słowacki, Krasiński, Sienkiewicz, Konopnicka, Prus e Piast. Il complesso progettato dalla coppia Oskar e Zofia Hansen (Słowacki) è tra i più interessanti, considerato una rarità in architettura per la pianificazione spaziale e l’uso di un sistema lineare continuo che mantiene la forma aperta.

Oskar Hansen

Artista a tutto tondo, da architetto, progettista e teorico a pittore e scultore, si formò in un ambiente di tutto rispetto: tra Parigi, Londra, Lublino e Varsavia ed in contatto con le personalità più influenti del tempo: Picasso, Léger, Jeanneret, Le Corbusier e il Team 10.

Fu proprio lavorando con Jeanneret alla realizzazione di complessi residenziali per i sobborghi parigini che Hansen, per la prima volta, si scontrò con i problemi legati al progettare case per un gran numero di persone. È da questa esperienza che inizia a lavorare sulla teoria della Forma Libera / Open Form, attraverso la quale l’artista non crea un’opera d’arte chiusa, ma la rende aperta alle opportunità, in base al suo contesto e a diverse interpretazioni. Hansen presentò questo lavoro al CIAM di Otterlo nel 1959, ricevendo feedback molto positivi da parte degli architetti più giovani che ruotano ritorno al Team 10.

La ricerca della forma aperta si trova nell’ideazione di un progetto variabile, che tiene conto del singolo come parte attiva di una comunità, dove, potenzialmente, ognuno può diventare co-autore del progetto. Inoltre, proprio grazie al suo essere variabile, l’architettura diventa “immortale”, adatta alla generazione di oggi e di domani.

The artistic convention of Open Form consists of shaping the cognitive space, which is construed as a background highlighting the ever-changing events in the life of nature and of man. The idea is to harmoniously integrate Earth’s biological life forms with the space of human activity. Respecting the recipient’s individuality, Open Space art creates a spatial atmosphere conducive to reflection, thus opposing the art of a dominant object in space – the cult of dogmatic dictates.

Oskar Hansen

Hansen riesce a concretizzare le sue teorie, dapprima progettando solo padiglioni (le sue idee gli hanno procurato dei guai inizialmente) per poi dedicarsi ai complessi d’architettura sociale, come il distretto LSM di Lublino.

Hansen non crede sia l’architetto colui che conosce tutte le risposte; si fida di chi abiterà gli spazi da lui progettati, delle loro scelte e di ciò che succederà, trasformando gli abitanti in parte attiva e partecipante al design del proprio quartiere.

Che significa concretamente? Hansen lasciò agli abitanti la scelta della disposizione dei muri interni e del layout di finestre e balconi, ad esempio. Consideriamo che queste scelte venivano considerate stravaganti in un periodo in cui gli standard architettonici e urbanistici venivano determinati dall’alto (ecco perché era finito nei guai!). La comunità veniva quindi coinvolta attivamente nella progettazione, sia durante il processo che successivamente, una volta completato il complesso.

Oltre al concetto di Open Form, nel 1966 Hansen sviluppò la teoria del Sistema Lineare Continuo / Linear Continuous System, con il quale estende il concetto di Open Form alla progettazione urbana. Hansen prevede una prima separazione dello spazio per poi suddividerlo in zone con funzioni diverse. La teoria fu applicata al complesso Słowacki, in cui lo spazio è stato suddiviso in aree residenziali, aree dedicate ai servizi e spazi verdi. L’idea era quella di creare, in ogni luogo, nuove relazioni tra questi 3 spazi, che dovevano essere comunque tutti accessibili facilmente da tutti i lati.

Hansen ha applicato quest’ultima teoria nella progettazione della sua casa. Ho trovato un breve video con i sottotitoli in inglese qui. Qui invece un video-progetto del complesso Słowacki.

É incredibile sapere che un artista così poliedrico (Hansen è stato anche insegnante e pedagogo) venga menzionato solo come figura marginale nei manuali di architettura del Novecento. Inoltre, online non ci sono fonti in italiano. Spero che questo articoletto su Oskar Hansen e il distretto di Lublino ti abbia incuriosito!

MOM – Museum of Housing Estate

Il MOM – Muzeum Osedli Mieszkaniowych (letteralmente il museo del complesso residenziale) è un museo partecipativo dedicato alle questioni abitative della città e si trova nel padiglione della piazza del mercato in via Wileńska 21, luogo progettato proprio da Zofia e Oskar Hansen.

Purtroppo il periodo di apertura segue un po’ i ritmi degli studenti e ad agosto è chiuso. Ho potuto però parlare con una delle guide ed organizzatrici e posso solo confermare la sua gentilezza e disponibilità nel raccontarmi, consigliarmi ed aiutarmi a trovare i luoghi nonostante fosse in ferie!

L’idea del MOM nasce dalla volontà di coinvolgere la comunità locale in un progetto sociale nel 2018, nel contesto del LSM. Le cooperative abitative in Polonia rientrano tra gli enti che gestiscono alloggi sociali (nel 2009 le cooperative amministravano il 19,4% del numero di alloggi totali). Il museo intende raccontare i luoghi vissuti dalla comunità diventando uno strumento di dialogo tra i diversi utenti, tra passato e futuro, tra la casa e la città.

Attualmente il museo è impegnato in diverse attività culturali, tra cui la ricerca e confronto sui diversi modelli di complesso residenziale con gli studenti fuori sede dell’università Lublin University of Technology. Sulla loro pagina Facebook raccontano tutto ciò (in polacco, ma la traduzione automatica aiuta). Infine, hanno attivato una campagna per raccogliere i fondi sufficienti per sostenere economicamente il museo e le attività collegate.

LSM oggi

Il distretto LSM è un quartiere pieno di vita, in costante attività e ricerca di un dialogo con gli spazi e la comunità. Passeggiare tra i parchi, scoprire le colorate entrate dei complessi, le sculture in cemento nei giardini, osservare i movimenti delle persone; visitare questo quartiere è stata un’esperienza davvero piacevole. Non vedo l’ora di tornare per visitare il MOM e finalmente conoscere Paulina!

Hai mai visitato un quartiere residenziale per un motivo preciso? Hai mai scoperto per caso un quartiere, o un’area della città, che ti ha colpito particolarmente? Condividilo nei commenti!

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