CouchSurfing è pericoloso?

Lo leggi in 5 minuti

In questo articolo ti racconterò come funziona la piattaforma di ospitalità, le alternative e qual è stata la mia esperienza personale.

Infine, considerando il mio punto di visita da viaggiatrice solitaria e di host in appartamento condiviso, darò la mia risposta alla domanda “Couchsurfing è pericoloso?”.

Che cos’è

CouchSurfing è una piattaforma a pagamento che mette in contatto i viaggiatori con i locali. Da viaggiatore, o surfer, puoi dormire o semplicemente uscire con una persona che abita nel luogo che stai visitando; da padrone di casa, o host, puoi ospitare o uscire con un viaggiatore in arrivo nella tua città.

Fondata nel 2004, Couchsurfing è nata con l’obiettivo di promuovere lo scambio culturale, l’accesso ad esperienze di viaggio immersive e di creare connessioni tra le persone nel mondo. Oggi è una community globale con 14 milioni di persone coinvolte in più di 200.000 città nel mondo.

Come funziona

Crea un profilo e presentati

Sia per ospitare, alloggiare o uscire è necessario iscriversi al servizio e creare il proprio profilo. Fino al 2020 l’iscrizione era gratuita, ma a causa della pandemia, è stato richiesto un piccolo contributo di 14,29 dollari annuali (il costo di un caffè al mese) per poterli sostenere. Qui spiegano, in italiano, tutti i motivi e come il contributo verrà speso.

A mio avviso, la creazione del profilo va curata al dettaglio. Il consiglio è quello di inserire quante più informazioni possibili su ciò che stiamo facendo, sulle nostre passioni ed interessi. Non devono mancare le foto e le informazioni in merito a dove e a come possiamo alloggiare. Come racconterò più avanti nell’articolo, completare al meglio la propria descrizione è fondamentale per dare credibilità al profilo e, in base alla mia esperienza, ad evitare situazioni rischiose.

Cosa puoi fare

Ecco cosa puoi cercare una volta completato il profilo:

  • Viaggiatori in arrivo (surfers): puoi cercare i viaggiatori che hanno pubblicato nel proprio profilo un viaggio pubblico, cioè un avviso indirizzato sia ai locali che ad altri viaggiatori che stanno raggiungendo la stessa destinazione. Puoi filtrare la ricerca in base ai giorni di permanenza, al numero di viaggiatori e alle informazioni personali (sesso, età, recensioni, interessi,…). Cliccando sul profilo che ti interessa di più potrai leggere il viaggio pubblico, oltre al profilo del viaggiatore e decidere se offrire ospitalità, un giro per la città o rispondere a domande/dare delle informazioni e consigli utili per il viaggio.
  • Le persone che ospitano o potrebbero ospitare (padroni di casa/host): le persone che sono disponibili ad ospitare o chi potrebbe essere disponibile. Tendenzialmente i primi hanno più libertà e flessibilità nell’ospitare per motivi diversi (anche solo un appartamento per sé e un mazzo di chiavi in più) e la risposta è quasi sempre positiva. Io ad esempio ho impostato “potrebbe ospitare” perché vivo con altri coinquilini e ospito su un materassino in camera, tendenzialmente ho meno flessibilità.
  • Le persone che vogliono socializzare: socializzare è un ottimo modo per iniziare a conoscere la community, a ricevere le prime recensioni e godersi la città da un punto di vista diverso. Si tratta di trascorrere qualche ora in città con una persona del luogo, per un caffè, un pranzo o un’uscita serale, ma anche escursioni fuori città. Inoltre, è un ottimo modo per conoscere persone nuove e poter parlare la lingua che stai imparando o che vuoi praticare.
  • Hangouts è la chat di Couchsurfing. Una volta attivata puoi vedere i profili attivi in quel momento e avviare la chat con chi è disponibile.
  • Eventi: puoi cercare o creare tu stesso un evento. Solitamente si tratta di tandem linguistici, ma puoi trovare anche pub tour o escursioni fuori città.
  • Gruppi: gruppi di utenti che condividono interessi comuni. Come su altre piattaforme, trovi gruppi per qualsiasi cosa, dai voli low cost, ai backpacker, fino ai viaggiatori in bici.

Le alternative

Durante una ricerca online ho scoperto che alcuni utenti hanno probabilmente dei dubbi in merito alle differenze tra Couchsurfing e altre piattaforme. Cercherò un questo paragrafo di sintetizzare brevemente le differenze, considerando che ogni piattaforma menzionata meriterebbe un articolo a parte.

  • BeWelcome è l’unica alternativa che conosco a Couchsurfing, in quanto promuove gratuitamente lo scambio di ospitalità. Il funzionamento della piattaforma è molto simile e non prevede il pagamento di un abbonamento.
  • TrustRoot è stato creato per hitchhikers e diventato una community di viaggiatori che possono anche offrire ospitalità.
  • Couchsurfing vs AirBnb: AirBnB è una piattaforma che permette di affittare stanze, appartamenti e intere case a pagamento.
  • Couchsurfing vs WorkAway: WorkAway è una piattaforma per trovare esperienze lavorative all’estero a cambio di vitto e alloggio.
  • Couchsurfing vs Tinder: Tinder è un app di dating e no, CouchSurfing non lo è. Scorrendo i profili è evidente chi utilizza Couch per rimorchiare, quindi stay away dai profili non curati, non dettagliati, senza foto o recensioni. Se sei nuovo e vuoi ottenere recensioni, socializza!

La mia esperienza

Ho sia ospitato che surfato e la mia esperienza è sempre stata positiva al 99%. Ecco perché:

Quando ricevo richieste da parte di surfers leggo tutte le info e controllo se ha compilato il profilo al meglio (si nota quando una persona dedica del tempo e si impegna nel farsi conoscere), se ci sono foto e recensioni. Infine, chattando, capisco se andiamo d’accordo e ottengo maggiori informazioni sul suo soggiorno in città. Dopotutto, dormirà nella mia stanza!

Quando sono io il surfer ripeto lo stesso processo e controllo bene le recensioni. Se ce ne sono molte (dalle 50 in su) non mi faccio troppi problemi ma controllo le eventuali negative. Se presenti, controllo anche il profilo di chi l’ha lasciata. Troll e Fake sono ovunque, infatti.

Inoltre, è sempre bene avere un piano b, almeno il numero del taxi e una lista di ostelli aperti 24/h. Questo vale anche per soggiorni in ostelli o AirBnb, dove non sai chi ha accesso alla stanza o appartamento.

Quando socializzo faccio meno attenzione, ma metto in atto tutti quei comportamenti utili quando si viaggia da soli, come rimanere in luoghi pubblici, evitare situazioni poco comprensibili o fuori dal proprio controllo e fidarmi delle prime impressioni.

Le esperienze negative sono pochissime e riguardano le richieste di amicizia ricevute a caso, messaggi da parte di profili, a cui probabilmente non piace essere snobbati su Tinder, ricevuti a caso e recensioni random ricevute da gente mai vista, verosimilmente appartenenti alla gruppo precedentemente menzionato. Infine, se la situazione sembra poco chiara, l’host non risponde o non dimostra interesse sincero o semplicemente si avverte che “qualcosa non torna”, meglio lasciar perdere.

Conclusione

Viaggiare senza CouchSurfing non sarebbe così stimolante, educativo e divertente! È il modo più semplice e autentico per conoscere le persone nel mondo, le loro lingue e le loro culture. È vero, è necessario un po’ di spirito di adattamento in certi casi, ma nessun hotel o stanza in affitto potrà regalarmi l’amicizia che si è creata con Pavel e Ivan, le interessanti discussioni culturali con Sampath, i super consigli di business di Josif e le cene a casa di Alessio.

Quindi, in base alla mia esperienza non ritengo che CouchSurfing sia pericoloso, utilizzandolo con buon senso!

1 commento su “CouchSurfing è pericoloso?”

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